L’Egotismo nella Gestalt: quando controlli tutto e smetti di vivere davvero

Questo articolo fa parte di una serie dedicata alle interruzioni di contatto nella Gestalt, meccanismi automatici che influenzano profondamente il modo in cui entri in relazione con te stesso, con gli altri e con il mondo. Ogni interruzione rappresenta un punto in cui il ciclo di contatto si distorce. In questo articolo approfondiamo l’egotismo, un meccanismo più sottile rispetto ad altri, ma molto potente, che ti porta a controllare l’esperienza invece di viverla.
Cos’è l’egotismo nel ciclo di contatto
L’egotismo è il processo attraverso cui ti osservi continuamente mentre vivi un’esperienza, invece di entrarci davvero. È una forma di ipercontrollo. Sei sempre presente a te stesso, ma in modo mentale, analitico. Non sei nell’esperienza, sei sopra l’esperienza. Controlli ciò che fai, ciò che dici, come appari, come vieni percepito. Questo crea una distanza costante tra te e ciò che stai vivendo.
Una metafora per comprenderla
È come guardarti vivere dall’esterno. Sei dentro la scena, ma allo stesso tempo sei fuori a osservarti. È come se ci fosse sempre una telecamera accesa su di te. E questo ti impedisce di lasciarti andare davvero.
Come si manifesta nella vita quotidiana
L’egotismo è molto presente, anche se spesso viene scambiato per attenzione o consapevolezza. Con il tuo compagno o la tua compagna, può succedere che mentre parli, una parte di te osserva cosa stai dicendo, come lo stai dicendo, se stai facendo la cosa giusta. Non sei completamente lì. Sei diviso. Con tua madre, può emergere quando controlli le tue reazioni, le tue parole, per non sbagliare, per non creare problemi, per mantenere un’immagine. Sul lavoro, può manifestarsi quando analizzi ogni tua azione, ogni decisione, ogni parola. Ti osservi continuamente, cerchi di fare tutto perfetto, ma perdi spontaneità. Anche nei momenti di piacere, l’egotismo può intervenire: invece di vivere, controlli. Invece di sentire, pensi. E così perdi l’esperienza.
Quando l’egotismo diventa un blocco
All’inizio può sembrare una risorsa. Ti permette di essere attento, preciso, controllato. Ma nel tempo diventa un blocco. Perché ti impedisce di vivere davvero. Non ti lasci andare, non ti esponi, non entri completamente nelle relazioni. Rimani sempre a metà. Questo può creare rigidità, distanza, difficoltà nel provare piacere e nel creare connessioni profonde. L’egotismo ti separa dall’esperienza.
Il punto chiave del cambiamento
Il cambiamento passa dal lasciare il controllo. Non completamente, ma gradualmente. Dal permetterti di essere dentro ciò che vivi, senza osservarti continuamente. È un passaggio delicato, perché significa fidarti. Fidarti di te, delle tue reazioni, di ciò che accade. Significa accettare di non essere perfetto, ma reale.
Come il counseling gestaltico può aiutarti
Nel counseling gestaltico, l’egotismo viene lavorato riportandoti all’esperienza diretta. Attraverso il corpo, le emozioni e il qui e ora, vieni accompagnato a uscire dalla testa e a tornare nel sentire. Il lavoro consiste nel ridurre gradualmente il controllo e aumentare la presenza reale. Le domande aiutano a spostare l’attenzione dal “come sto facendo” al “cosa sto vivendo”.
Una domanda per iniziare
In quali momenti ti accorgi di osservarti invece di vivere ciò che sta accadendo?
Conclusione
L’egotismo ti dà l’illusione di controllo, ma ti toglie la vita. Ti tiene al sicuro, ma lontano dall’esperienza. Riconoscerlo è il primo passo per tornare a vivere in modo più libero, più spontaneo e più autentico.
Approfondimenti
Articoli e riflessioni su Coaching, Counseling, Gestalt, Relazioni e Crescita personale: un invito a comprendere, scegliere e trasformarsi.



















































