La Desensibilizzazione nella Gestalt: quando smetti di sentire

Questo articolo fa parte di una serie dedicata alle interruzioni di contatto nella Gestalt, meccanismi automatici che influenzano profondamente il modo in cui entri in relazione con te stesso, con gli altri e con il mondo. Ogni interruzione rappresenta un punto in cui il ciclo di contatto si distorce. In questo articolo approfondiamo la desensibilizzazione, una delle interruzioni più profonde, che ti porta a scollegarti completamente dalle tue sensazioni.
Cos’è la desensibilizzazione nel ciclo di contatto
La desensibilizzazione è il processo attraverso cui perdi il contatto con il corpo e con le emozioni. È come se abbassassi il volume di ciò che senti, fino quasi a non sentire più nulla. Non percepisci più chiaramente le sensazioni, le emozioni diventano lontane, sfocate o assenti. È una difesa molto potente, perché ti protegge da ciò che potrebbe essere troppo intenso o doloroso. Ma allo stesso tempo ti allontana profondamente da te stesso.
Una metafora per comprenderla
È come abbassare il volume della vita. All’inizio riduci solo un po’ il suono, per non sentire qualcosa che dà fastidio. Ma nel tempo il volume scende sempre di più, fino a non sentire quasi nulla. Il problema è che non senti più solo il dolore… ma nemmeno il piacere.
Come si manifesta nella vita quotidiana
La desensibilizzazione è spesso difficile da riconoscere proprio perché è assenza. Può manifestarsi con frasi come “non sento nulla”, “sono vuoto”, “non mi tocca niente”. Con il tuo compagno o la tua compagna, puoi accorgerti che non reagisci più, che non ti coinvolge più nulla, né in positivo né in negativo. Sei presente, ma emotivamente distante. Con tua madre, puoi sentire una totale chiusura: non ti arriva più nulla, non ti coinvolge più nulla, come se ci fosse un muro. Sul lavoro, puoi vivere tutto in modo piatto: non c’è entusiasmo, ma nemmeno disagio forte. Solo una sensazione di distacco. Anche nella vita quotidiana, puoi riempire le giornate senza davvero sentirle. Fai, organizzi, vai avanti… ma senza contatto.
Quando la desensibilizzazione diventa un blocco
All’inizio è una protezione fondamentale. Ti permette di non sentire qualcosa che sarebbe troppo difficile da sostenere. Ma nel tempo diventa un blocco profondo. Perché se non senti, non puoi riconoscere i tuoi bisogni. Se non riconosci i tuoi bisogni, non puoi soddisfarli. E questo crea una vita spenta, distante, priva di energia. Inoltre, rende difficili le relazioni, perché il contatto passa sempre dal sentire.
Il punto chiave del cambiamento
Il cambiamento non avviene forzando le emozioni. Avviene riattivando gradualmente il contatto. Anche una piccola sensazione è già un inizio. Il punto non è “tornare a sentire tutto subito”, ma iniziare a riaprire uno spazio. Il corpo è il primo punto di accesso. È da lì che puoi tornare.
Come il counseling gestaltico può aiutarti
Nel counseling gestaltico, la desensibilizzazione viene affrontata con grande delicatezza. Non si forza nulla. Si lavora sul corpo, sulla presenza, sul qui e ora. Veni accompagnato a tornare lentamente in contatto con le sensazioni, anche quelle più piccole. Attraverso il lavoro esperienziale, inizi a riattivare il sentire in modo graduale e sicuro. Le domande aiutano a portare attenzione su ciò che c’è, anche quando sembra che non ci sia nulla.
Una domanda per iniziare
In quali momenti senti di essere presente… ma completamente scollegato da ciò che provi?
Conclusione
La desensibilizzazione ti protegge dal dolore, ma ti allontana dalla vita. Ti mette al sicuro, ma ti spegne. Riconoscerla è il primo passo per tornare lentamente a sentire, a vivere, a entrare di nuovo in contatto con te stesso e con il mondo.
Approfondimenti
Articoli e riflessioni su Coaching, Counseling, Gestalt, Relazioni e Crescita personale: un invito a comprendere, scegliere e trasformarsi.



















































